sabato 16 maggio 2015

Report di domenica 17/5/2015, la sesta puntata con Milena Gabanelli e due nuove inchieste

Report - Milena Gabanelli
Report - Milena Gabanelli
Domenica 17 maggio alle 21.40 su Rai3 andrà in onda la sesta puntata di “Report”, il programma cult condotto da Milena Gabanelli.

La “riconoscibilità”, intesa come possibilità di riconoscere l’altro, di identificarlo, andando a indagare sui sistemi per mascherare la propria identità a fini illeciti.

“Sotto il velo”, di Claudia Di Pasquale e Giuliano Marrucci racconta a “Report” un tema cruciale in un mondo che deve fare i conti con la sempre più crescente globalizzazione.

Perché la “riconoscibilità” si interseca con altri temi fondamentali come la sicurezza, lo svolgimento della giustizia, o più semplicemente l’integrazione. Come si fa per esempio a perseguire un pirata della strada che commette infrazioni sfrecciando su un auto con targa araba, se i vigili non conoscono la lingua? E come si fa ad incastrare i criminali cinesi provenienti dalla provincia del Fujian se non c’è nessun interprete in Italia in grado di tradurre correttamente le intercettazioni?

In alcuni paesi per motivi di sicurezza, portare il Velo è vietato, e qualcuno sta pensando di farlo anche in Italia. Dalle diverse normative degli Stati europei sul velo integrale islamico alle procedure di identificazione dei migranti che sbarcano in Italia, dai trucchi usati dalla ‘ndrangheta per camuffare le proprie comunicazioni fino alle più sofisticate tecnologie che ci consentono di essere anonimi nel profondo del web, l’inchiesta di Report, attraverso il racconto di casi italiani e di altri raccolti nel resto d’Europa, si propone di fare il punto su un argomento delicato che i Governi, spesso per motivi politici e ideologici, evitano di approfondire, favorendo così il sorgere di contraddizioni e ipocrisie, in un Occidente che dopo gli attacchi terroristici si sente minacciato.

La rubrica “Nutrire il pianeta”, curata da Sabrina Giannini, propone, inoltre, “I Peccati della Carne” di Emilio Casalini: cosa significa “made in Italy” nel mondo dei prosciutti? Oggi è sufficiente che un maiale straniero venga lavorato in Italia per prendere la nostra “cittadinanza”. Un’italianità solo apparente nei prodotti lavorati mentre l’origine della carne è spesso straniera.

Nell’inchiesta emerge che la tracciabilità per le carni di maiale lavorate oggi non è prevista e il vero prodotto italiano rischia sempre più di scomparire sotto i colpi della concorrenza straniera e i trucchi degli allevatori nostrani.

I contenuti verranno pubblicati sul sito www.report.rai.it. Sulle inchieste è aperta anche la diretta Twitter, durante la messa in onda del programma, oltre ai commenti in diretta sulla pagina Facebook.

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