domenica 11 gennaio 2015

Ragion di Stato, la spy story con Luca Argentero ambientata tra Italia, Libano e Afghanistan

Ragion di Stato
Luca Argentero - Ragion di Stato

Lunedì 12 e martedì 13 gennaio 2015 alle 21.10 su Rai1 andrà in onda la miniserie in due puntate Ragion di Stato, con protagonista Luca Argentero. Un film per la regia di Marco Pontecorvo.

Un racconto incalzante e contemporaneo per una spy story ambientata tra Italia, Libano e Afghanistan. I Servizi segreti italiani trattano per una tregua che costerà ad uno degli uomini in divisa la cattura in un’imboscata. Mediazioni e piani elaborati per la sua liberazione anche a costo di dover scendere a scomodi compromessi, in nome della “Ragion di Stato”…

Luca Argentero torna nella prima serata di Rai1 nei panni di un affascinante e integerrimo uomo dei servizi segreti. Una spy-story che combina un tema di grande attualità, quello degli gli equilibri geopolitici contemporanei e la sicurezza dell’Occidente, con una storia d’amore di forte impatto drammatico (la relazione tra un uomo dei servizi segreti e la moglie di un grande trafficante d’armi orientale). Diversi gli scenari che faranno da sfondo alla storia, a cominciare dall’Italia fino alle sconfinate terre dell’Afghanistan, passando poi per il Libano ed altri paesi europei.

Ragion di Stato racconta una storia di fantasia, scritta da Andrea Purgatori e Laura Ippoliti, ed ambientata circa 5 anni fa, al culmine della presenza del contingente italiano in Afghanistan, nell’ambito dell’operazione militare a guida Nato, autorizzata dalle Nazioni Unite.

In Afghanistan, dove la guerra non si ferma, il colonnello dei Servizi segreti Italiani Fontana (Andrea Tidona) e il capitano Rosso (Luca Argentero) trattano una tregua con i capi tribù, ma il primo viene catturato in un’imboscata. Rosso, rientrato in Italia, si fa aiutare ad elaborare un piano per liberarlo attraverso la mediazione del “signore della guerra” libanese Rashid (Olivier Loustau), che in cambio chiede alcune cure mediche per la figlia a Roma: Rosso dovrà proteggerla insieme alla madre Rania (Saadet Aksoy).

Tra la donna e il capitano nasce un sentimento profondo, che spinge il giovane agente ad aiutarla a fuggire in Svizzera. Ma la fuga viene sventata e Rosso è inviato in Afghanistan per liberare Fontana. Qualcosa non va per il verso giusto e i due agenti italiani sono dichiarati ufficialmente morti.

Massa (Giorgio Colangeli) è l’unico a sapere che Rosso è ancora vivo e gli propone di lavorare sotto copertura, all’insaputa di tutti. In cambio avrà la possibilità di salvare Rania, che passa informazioni ai servizi italiani sul marito. Rashid scopre tutto e decide di darle falsi indizi per depistare gli italiani, ma quando il suo piano si infrange, la giustizia sembra aver vinto permettendo a Rosso e Rania di riunirsi. Anche a costo di scomodi compromessi…

Nel cast anche Giorgio Colangeli (nel ruolo del direttore dell’Aise), Ninni Bruschetta (il vicedirettore), Elettra Rossiello (la figlia di Rania) e Maurizio Marchetti (il Primo ministro).

Presentazione

In Afghanistan la guerra non si ferma, i talebani organizzano continui attentati. Il Colonnello dei Servizi Segreti Italiani Fontana e il Capitano Rosso trattano una tregua con i capi tribù, ma in una imboscata Fontana viene catturato. Per liberarlo dovranno affidarsi alla mediazione di un “signore della guerra” libanese, Rashid, uomo potente e pericoloso.

Rosso dovrà occuparsi della protezione di Rania, la moglie di Rashid, e di sua figlia.
Inaspettatamente, tra Rosso e la donna nasce un sentimento profondo. Una spy story tra l’Italia, Libano e Afghanistan, tra colpi di scena, compromessi, tradimenti e “ragioni di Stato”.

La storia

Due uomini viaggiano a bordo di un fuoristrada che avanza su uno sterrato tra le imponenti montagne dell’Afghanistan. Il loro rapporto è molto simile a quello tra un padre ed un figlio: Rosso, il principale protagonista, è con Fontana, capo delle operazioni dell’Aise in Afghanistan, uomo in servizio da molto tempo e con una vena di amaro realismo per un conflitto di cui non vede una fine reale. Rosso ha imparato tutto dal suo mentore ed è un ottimo agente, efficiente e “chirurgico” in azione. Ma quella mattina l’operazione in cui i due sono impegnati non va come previsto e Fontana viene catturato da un gruppo di Talebani, che in cambio della sua restituzione chiede che vengano liberati alcuni dei suoi militanti prigionieri degli Americani.

Rosso, lacerato, deve far rientro in Italia. L’Ammiraglio Massa, Direttore dell’Aise, non vuole coinvolgere gli Americani e sceglie una strada diversa per arrivare alla liberazione di Fontana, quella della trattativa, chiedendo la mediazione di un “signore della guerra” libanese (Rashid), uomo ricco, potente e pericoloso. La scelta di Massa non è condivisa dal suo vice (Ranieri), palesemente filo-americano, e spiazza doppiamente Rosso, a cui Massa affida un compito apparentemente secondario: occuparsi della protezione di una donna. Si tratta di Rania, la moglie di Rashid, che è in arrivo a Roma con la figlia dodicenne, malata, che Rashid intende far visitare da uno specialista italiano. Rania è una donna sensibile e infelice, sposata giovanissima a Rashid, che la considera nient’altro che
un bell’oggetto di sua proprietà. I sentimenti giocano un ruolo potente e fondamentale nella storia: tra Rosso e Rania nasce un amore imprevisto ed incontenibile.

Mentre la trattativa per la liberazione di Fontana va avanti, Rosso organizza la fuga di Rania in Svizzera, che si risolve però in un insuccesso. La donna viene rimpatriata a Beirut.

Rosso ne è ancora all’oscuro, occupato in Afghanistan nell’operazione finale di liberazione di Fontana. Nel momento cruciale dello scambio prigionieri, un Apache americano piomba sul luogo del riscatto e scatena una carneficina che finisce per falcidiare anche Rosso e Fontana.

Rosso, però, è tutt’altro che morto e Massa, l’unico a saperlo vivo, gli propone un patto: lavorerà sotto copertura e direttamente per lui negli scenari caldi del Medio Oriente, all’insaputa del Servizio e soprattutto di Ranieri. In cambio avrà la possibilità di entrare in contatto e di salvare Rania.

Contemporaneamente Massa costringe Rania a spiare il marito Rashid, sospettato di essere a capo di un pericoloso traffico di armi chimiche.

L’amore tra Rosso e Rania indirizza il corso degli eventi successivi. Rosso, uomo di forti ideali e grandi passioni, deve confrontarsi con i molteplici e stratificati livelli del “gioco”, con le doppie e triple anime dei suoi nemici e dei suoi amici, con le spinte contrastanti del ricatto, dell’obbedienza, dell’amore e della paura, con i conflitti interiori cui è sottoposto, chiamato a scegliere tra ragione e sentimento. Ma anche lo Stato, come il cuore, ha le sue ragioni che la ragione non conosce.

Trame delle due puntate

Prima puntata

In Afghanistan la guerra non si ferma, i talebani organizzano continui attentati. Il colonnello dei Servizi Segreti Italiani Fontana e il capitano Rosso trattano una tregua con i capi tribù, ma in una imboscata Fontana viene catturato. Rientrato in Italia, Rosso è convocato da Massa, il capo dei Servizi. Insieme al vice Ranieri e all’analista Stella, elaborano un piano per liberare Fontana: sfrutteranno la mediazione di un “signore della guerra” libanese, Rashid, uomo potente e pericoloso. Massa, però, ordina a Rosso di rimanere in Italia: dovrà occuparsi della protezione di Rania, la moglie di Rashid, che è in arrivo a Roma per far curare la figlia malata. Le cure della bambina sono, infatti, il “prezzo” pagato per la mediazione di Rashid.
Rania è una donna sensibile e infelice, sposata ad un uomo che la considera solo un bell’oggetto di sua proprietà. Inaspettatamente, tra Rosso e la donna nasce un sentimento profondo che spinge il giovane agente ad aiutarla a fuggire in Svizzera. La fuga però viene sventata e la donna riconsegnata al marito. Rosso è inviato in Afghanistan per partecipare alla liberazione di Fontana, ma nel momento cruciale dello scambio prigionieri, un elicottero americano bombarda il luogo. Rosso e Fontana rimangono sotto le macerie.

Seconda puntata

Fallito il tentativo di liberazione di Fontana i due agenti italiani sono dichiarati ufficialmente morti. Massa capisce che l’intervento americano non può essere causale e che, dunque, all’interno del suo team c’è una talpa. Si tratta in realtà di Ranieri, il suo vice, che trama alle sue spalle assieme a Bundy, capostazione della CIA in Italia, entrambi in una cordata oltranzista, se non deviata, dei servizi di intelligence.
Rosso, però, è tutt’altro che morto e Massa, l’unico a saperlo, gli propone un patto: lavorerà sotto copertura, all’insaputa del Servizio e soprattutto di Ranieri. In cambio avrà la possibilità di entrare in contatto e di salvare Rania. Contemporaneamente, Massa costringe la donna a spiare il marito Rashid, sospettato di stare organizzando un attentato con armi chimiche.
Rashid scopre che sua moglie passa informazioni ai servizi italiani e, anziché eliminarla, decide di darle falsi indizi per depistare gli Italiani.
L’uomo ha però sottovalutato non solo l’intelligenza di sua moglie, ma anche le capacità eccezionali di Rosso e i contatti di Massa con la parte “sana” della CIA. L’esplosivo necessario all’attentato progettato da Rashid viene intercettato ed eliminato. La giustizia sembra aver vinto e Rosso e Rania possono finalmente vivere il loro amore. Ma, forse, sarà necessario accettare scomodi compromessi. Perché in certe situazioni e in certi contesti, la “Ragion di Stato” deve prevalere.

Interpreti e personaggi

Luca Argentero (Rosso), Saadet Aksoy (Rania), Anna Foglietta (Stella), Giorgio Colangeli (Massa), Olivier Loustau (Rashid), Ninni Bruschetta (Ranieri), Elettra Rossiello (Fatma), Maurizio Marchetti (Primo Ministro), Matt Patresi (Bundy), Camilla Filippi (Flavia), Roberto Citran (Sermonti), Vincent Riotta (Charlie), Andrea Tidona (Charlie).

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Ragion di Stato Regia Marco Pontecorvo. Soggetto e sceneggiatura Laura Ippoliti, Andrea Purgatori. Direttore della Fotografia Vincenzo Carpineta. Musica Francesco De Luca, Alessandro Forti. Scenografia Massimiliano Nocente. Costumi Simonetta Leoncini. Montaggio Alessio Doglione. Casting Adriana Sabbatini. Aiuto regia Luigi Spoletini. Suono Andrea Giorgio Moser. Organizzatore generale Enzo Tacchia, Alessia Sinistro. Direttore di produzione Stefano Dioguardi. Produttore Rai Tonino Nieddu. Una co-produzione Rai Fiction – Cattleya. Prodotto da Maurizio Tini per Cattleya.