giovedì 2 aprile 2015

D-Day. I giorni decisivi - venerdì 3/4/2015 la seconda puntata con Dario Fo tra gli ospiti

D-Day. I giorni decisivi
D-Day. I giorni decisivi

Venerdì 3 aprile 2015 alle 21.05 su Rai3 andrà in onda la seconda puntata del nuovo programma di attualità D-Day. I giorni decisivi. Quattro puntate condotte da Tommaso Cerno per rileggere i momenti cruciali e gli aspetti meno noti del secondo conflitto mondiale.

D-Day. I giorni decisivi, continua il suo racconto della seconda guerra mondiale a 70 anni dalla sua conclusione con una puntata dal titolo “Quell’estate del ‘43”, dedicata al momento di svolta per il regime fascista e per la guerra in Italia.

Con Tommaso Cerno ripercorriamo i fatti e i retroscena che hanno modificato profondamente la storia d’Italia. Tra il 25 luglio e il 12 settembre del 1943 – ovvero tra la riunione del Gran Consiglio del fascismo e la liberazione di Mussolini sul Gran Sasso da parte dei tedeschi – è cambiato un regime, sono cambiate alleanze, si sono consumati drammi personali e famigliari.

Poche settimane in cui però si susseguirono intrighi, silenzi, strane alleanze, tradimenti, che alla fine portarono l’Italia ad essere occupata dall’esercito tedesco e a dilaniarsi in una guerra fratricida.

Ne parleremo con storici di vaglia come Mauro Canali, con la scrittrice Irene Cao che darà una sua interpretazione sul travaglio umano di Edda Ciano e con Claudio Martelli che parlerà del concetto del tradimento in politica.

Il premio Nobel Dario Fo per la prima volta racconta la sua dolorosa esperienza di giovane repubblichino convinto a fare quella scelta da un malinteso senso della patria.

La puntata si apre con la straordinaria testimonianza di Jennifer Teege, la nipote del comandante del campo di concentramento di Kraków-Płaszów reso famoso dal film di Steven Spielberg “Schindler’s List”.

A tutti loro, si affiancherà come sempre Paolo Mieli che ci aiuterà a capire e a sciogliere i nodi di questa intricata vicenda.

L’inviato nella storia, Fabio Toncelli, ci porterà in uno dei luoghi più simbolici del fascismo: la sala del Mappamondo a Palazzo Venezia e l’attigua sala del Pappagallo dove si riuniva il Gran Consiglio. Inoltre ci farà vedere la stanza dell’albergo sul Gran Sasso d’Italia dove Mussolini passò gli ultimi giorni prima della liberazione e del trasferimento in Germania e dove pensò alla possibilità di uscire da quella umiliante situazione con un gesto estremo.