sabato 11 aprile 2015

Report, il programma cult condotto da Milena Gabanelli torna in prima serata ogni domenica su Rai3

Report - Milena Gabanelli
Report - Milena Gabanelli

Tornano le inchieste di Report, il programma cult condotto da Milena Gabanelli. Dal 12 aprile ogni domenica alle 21:45, come sempre su Rai3.

La nuova stagione si aprirà domenica 12 con “On the road”, un’inchiesta sull’Anas gestione Ciucci. Vedremo come viene amministrata la più importante stazione appaltante d’Italia, con i suoi 25.000 km di strade.

Focus sul viadotto Scorciavacche, inaugurato a Natale con 3 mesi d’anticipo, senza collaudo, e chiuso una settimana dopo a seguito del crollo della rampa d’accesso. Perché tanta fretta? Perché i collaudatori si sono dimessi prima dell’inaugurazione?

Anas ha già affidato l’appalto per la realizzazione della Maglie – Leuca, in Puglia. Si scopre che il tracciato copre una serie di discariche di cui non si conosceva l’esistenza. In Umbria gli operai che hanno lavorato alla costruzione di una galleria su un tratto non ancora terminato, dicono che le ditte scaricano meno calcestruzzo di quello che sta scritto sulle bolle. La stessa cosa avviene sulla Salerno – Reggio Calabria.

Novità della prossima edizione è una rubrica fissa dedicata all’alimentazione.

Report, da sempre attento alle tematiche della sostenibilità, non perderà l’occasione dell’Expo per “nutrire la conoscenza” e il consumo critico sulle questioni legate alla sicurezza alimentare e alla tradizione enogastronomica. Tra eccellenze, bufale, miti del Made in Italy veri e falsi.

I contenuti come sempre verranno pubblicati sul sito www.report.rai.it, dove sono conservati 17 anni di inchieste con trascrizione integrale, anche in versione inglese per gli argomenti di interesse internazionale. Nella stagione autunnale 700.000 utenti hanno visitato il sito ogni mese. A quota 110.000 le visualizzazioni medie on demand delle inchieste, quella più seguita ha sfiorato il mezzo milione di spettatori online.

Anche quest’anno ci saranno le dirette Twitter delle inchieste, grazie alle quali Report ha superato i 600.000 follower. La pagina Facebook, inoltre, ha quasi un milione di fan: Report è tra le trasmissioni Rai più seguite sui social media.

La prima puntata comincia con un reportage di Giovanna Boursier, che apre la nuova stagione con l'Anas, società pubblica di proprietà del ministero dell’Economia e vigilata dal ministero dei Trasporti, che gestisce 25.000 chilometri di strade e autostrade. Dal 2006 la dirige Pietro Ciucci. Si andrà a vedere come viene amministrata la più importante stazione appaltante d’Italia, a partire dalla Sicilia, dove il viadotto Scorciavacche, inaugurato a Natale con 3 mesi d’anticipo, senza collaudo, è stato chiuso una settimana dopo a seguito del crollo della rampa d’accesso. Perché tanta fretta? Perché i collaudatori si sono dimessi prima dell’inaugurazione?

Poi la Statale Maglie Leuca, in Puglia, dove Anas ha affidato l’appalto a un consorzio di imprese, ma gli esclusi hanno vinto il ricorso al Consiglio di Stato e adesso Anas ha dovuto passargli l'appalto: sono 44 km che attendono di essere rifatti da 15 anni. E si scopre anche che il tracciato della nuova strada passa sopra una serie di discariche che sono lì dagli anni '80 ma nessuno le ha viste.

In Umbria, invece, gli operai che hanno lavorato alla costruzione di un tratto di strada non ancora terminato dicono che le ditte avrebbero messo meno cemento del dovuto nella volta di una galleria. La stessa cosa che è successa nella costruzione, eterna, dell'autostrada Salerno - Reggio Calabria, che adesso è finita anche nell’inchiesta Grandi Opere.

Si prosegue con "Gli amici del cuore", di Sigfrido Ranucci: in esclusiva a "Report" i filmati delle sperimentazioni clandestine effettuate nel reparto di emodinamica del Policlinico di Modena.

Esperimenti sull’uomo finalizzati a scoprire gli effetti clinici dei farmaci, effettuati senza l’autorizzazione dell’azienda e del Comitato Etico. E’ una delle accuse mosse dal sostituto procuratore Marco Nicolini al responsabile dell’ emodinamica del Policlinico di Modena, il professor Massimo Sangiorgi, e al Primario di Cardiologia Maria Grazia Modena.

Secondo le accuse avrebbe sottoposto i pazienti a trattamenti invasivi, impianti di stent, palloni medicati, senza informarli del carattere sperimentale del trattamento. Dietro le sperimentazioni ci sarebbe stata la mano delle aziende farmaceutiche che versavano soldi attraverso le Onlus che il professor Sangiorgi aveva fondato. Con il primario della Cardiologia Maria Grazia Modena e il professor Edoardo Casali, cardiologo del Policlinico, ne avrebbero  fondata una ad hoc, la E2C, per far confluire appositamente i soldi per fare ricerca nel Policlinico. Grazie al contributo delle aziende farmaceutiche potevano pagare anche del personale sanitario che avevano inserito presso la cardiologia del Policlinico. Secondo Sangiorgi, le sue non sono sperimentazioni ma semplici registri di raccolte dati. E nel corso dell’intervista esclusiva rilasciata a Report afferma che onlus come le sue sono presenti in tutti gli ospedali pubblici d’Italia. Ma il ministero della Salute lo sa?

Il tribunale per ora, accogliendo l’ipotesi della Procura, l’ha rinviato a giudizio con l’accusa di corruzione, truffa e falso, e ha condannato la professoressa Maria Grazia Modena a 4 anni in primo grado, in un processo che si è svolto con il rito abbreviato. Ma questa vicenda, che non è un caso di malasanità, fa riflettere sui rapporti tra medici e case farmaceutiche e su come avviene la ricerca in un Paese che non investe più soldi pubblici.

Ogni domenica alle 21.45 l’appuntamento con Report è anche in live streaming su Rai.tv.

Nelle puntate a seguire si parlerà, tra gli altri argomenti, di:

Grandi opere: si andrà a fondo dell’inchiesta giudiziaria sulla Tav che ha portato all’arresto di Ercole Incalza e alle dimissioni del ministro Lupi. Parla l’uomo delle autostrade del Nord, Burchi; confronto con l’amministratore delegato di Ferrovie Elia e con il sottosegretario del ministero infrastrutture con delega alle grandi opere Del Basso De Caro.

Province: tutti volevano la loro chiusura, e adesso cosa succede? In realtà esistono ancora e sono state riordinate dalla legge Delrio, che prevedeva che restassero loro poche funzioni fondamentali, strade e scuole, e trasferiva a comuni e regioni le altre. Succede che alcune province non hanno più fondi per fare la manutenzione alle strade provinciali, che diventano pericolose, e ne chiudono alcune isolando paesi. E poi sono saltati fuori 20.000 esuberi.

Sanità: il caso del Policlinico di Modena, dove medici pagati dalle case farmaceutiche effettuavano sperimentazioni non autorizzate su pazienti ignari.

Efficienza degli uffici pubblici locali: oltre 2500 imprese nella sola Roma avevano stabilito la propria sede legale in indirizzi virtuali, usati per dare la residenza ai senza fissa dimora. Un sistema che ha permesso per anni a molte società di risultare irreperibili. Società inesistenti hanno messo la loro sede addirittura presso la comunità di Sant’Egidio…

Derivati del ministero delle Finanze, e di regioni, province e comuni. Oggi paghiamo gli effetti collaterali di contratti stipulati a partire dagli anni 90: chi li ha firmati, per quanto, con quali banche e quanto stiamo perdendo?

L’Unità: per la seconda volta nella sua storia ha dovuto sospendere le pubblicazioni per la situazione finanziaria del proprio editore. Ci sono anche 100 milioni del vecchio debito che rischiano di essere accollati ai cittadini. Intanto molti giornalisti sono stati condannati per cause di cui non sapevano nulla.

Agon Channel: il primo caso di delocalizzazione in Albania di un canale tv italiano. Un investimento da oltre 40 milioni di euro dell’imprenditore romano Francesco Becchetti senza aiuto delle banche. Chi è Becchetti?

Energia: ragioni e conseguenze del calo del prezzo del petrolio, cambiamenti climatici e alternative sostenibili. Mentre nel mondo è in corso una rivoluzione che rende possibile il passaggio da una produzione centralizzata, ad una diffusa e rinnovabile, le nostre leggi rendono problematica ogni iniziativa. Intanto però vengono a galla le truffe internazionali dei certificati bianchi, verdi e neri.