domenica 1 febbraio 2015

Con il sole negli occhi, il nuovo film tv di Pupi Avati che racconta la storia di una donna sola e un bambino in fuga dalla guerra

Con il sole negli occhi
Con il sole negli occhi - Laura Morante e Amor Faidi (foto Diego Steccanella)

Lunedì 2 febbraio 2015 alle 21.10 Rai1 trasmetterà il film tv Con il sole negli occhi, diretto da Pupi Avati.

Una donna sola e un bambino in fuga dalla guerra alla ricerca della sua famiglia. Con la sua consueta sensibilità, Pupi Avati torna a raccontare il mondo dell’infanzia con un film tv sulla scoperta del senso di maternità attraverso l’affido. Protagonista l’attrice Laura Morante, affiancata dal piccolo esordiente Amor Faidi.

Co-prodotto da Rai Fiction e dalla DueA Film, Con il sole negli occhi racconta la storia di un bambino siriano, Marhaba, che fugge dal suo paese in guerra alla ricerca della famiglia, passando per Lampedusa per arrivare fino in Germania grazie all’aiuto di una donna avvocato, che incontra lungo il suo cammino.

Una donna sola e un bambino in fuga dalla guerra, alla ricerca della sua famiglia. Attraverso Lampedusa, e fino in Germania. Con la sua consueta sensibilità, Pupi Avati torna a raccontare il mondo dell’infanzia con un tv movie sulla scoperta del senso di maternità attraverso l’affido: un’esperienza piena di palpitazioni, tenerezza e generosità che spiega come, grazie a un semplice gesto di solidarietà, tutti possono cambiare vita e ritrovare, in un atto d’amore, il senso della propria esistenza.

Con il film Con il sole negli occhi, che Rai1 propone in prima visione lunedì 2 febbraio, il regista e autore porta anche in tv il tema sociale della migrazione, dell’accoglienza dei profughi, dei tanti disperati, uomini, donne e bambini vittime della brutalità di scafisti disumani, che approdano sulle coste siciliane o sono salvati da una morte certa in alto mare dalle nostre motovedette.

Laura Morante è la straordinaria protagonista del film, un’affermata avvocato matrimonialista, con alle spalle il proprio matrimonio in frantumi e sulla sua strada un bambino “con il sole negli occhi”, che riuscirà a darle una nuova prospettiva di vita. Accanto a lei, Amor Faidi è il piccolo Marhaba (il nome che gli è stato dato al suo sbarco a Lampedusa e che vuol dire semplicemente “benvenuto”), e Paolo Sassanelli suo marito.

Completano il cast Lina Sastri, Michele La Ginestra, Claudia Potenza, Gianfranco Jannuzzo.

Con il sole negli occhi è una produzione Rai Fiction, prodotto da Antonio Avati per DueA Film, con il patrocinio di UNHCR e della Associazione Centro Astalli-JRS Italia.

La storia

Carla e Giorgio Astrei: due avvocati di successo, un avviato studio nel centro di Roma, la villa al mare, ventuno anni di matrimonio festeggiati tra i soliti amici, una vita piena e serena, anche se figli non ne sono arrivati.

Tutto sembra procedere sull’onda di una tranquilla complicità, ma il destino ha in serbo per i coniugi Astrei uno dei suoi consueti inattesi colpi di coda.

Una sbandata sentimentale allontana improvvisamente Giorgio da sua moglie, dalla sua famiglia.
Da un giorno all’altro Carla si ritrova sola, in un appartamento nuovo, anonimo, scelto per azzerare i ricordi. Nel cuore, sempre più presente, quel piccolo tarlo di una maternità mai appagata. È proprio allora che Carla trova sulla sua strada un piccolo profugo siriano.

Ha otto anni circa e, da quando il mare l’ha sputato fuori sugli scogli di Lampedusa, vive in un centro di accoglienza per minori. Non parla e mostra a tutti una foto sbiadita che lo ritrae con altri due bambini appena un po’ più grandi di lui, di cui nessuno sa niente. Lo chiamano Marhaba, che vuol dire solo, speranzosamente, “benvenuto”.

Nella realtà di quella villetta piena di sguardi infantili senza gioia e animata da persone volenterose e appassionate Carla trova una nuova ragione di vita. Mette a disposizione di tutta quella strampalata famiglia la sua professionalità e la sua umanità, ma il suo cuore è pieno di Marhaba, del suo silenzio ombroso, dei suoi attacchi di rabbia, della sua foto sgualcita, dei suoi sonni inquieti. Si adopera per saperne di più sul passato di quel bambino senza nome. Va a Lampedusa, chiede, distribuisce quella foto: qualcuno ha visto questi bambini insieme? Qualcuno ricorda, tra le migliaia di occhi sperduti che popolano la riva, quegli occhi?

Ora che c’è Marhaba accanto a lei, Carla non si sente più sola. Ottiene il bambino in affido, trasforma per lui la stanzetta guardaroba, cucina, passeggia nella città meravigliosa con la sua manina nella sua, si emoziona ai suoi primi sorrisi, guarda con lui la tv. Ed è proprio davanti alla televisione, davanti al gioco che emoziona tanti di noi, che Marhaba pronuncerà la sua prima timida parola: goal.

Mette insieme i pezzi, Carla. I suoi e quelli di quel bambino. Impara a conoscere tutto un mondo che, tra mille difficoltà, si occupa e si preoccupa di tutte queste vite alla deriva, sballottate prima tra le onde e poi nei flussi tortuosi che le disperdono in giro per l’Europa.

In Germania, per esempio. A Berlino due bambini siriani corrispondenti all’età descritta sono stati adottati da una famiglia facoltosa. Sono davvero i bambini della foto? Sono i fratelli di Marhaba? Lui riconquisterà veramente il suo passato, la sua vita, il suo nome?

Carla è dilaniata tra il desiderio di vederlo felice e la paura di perderlo, ma la sua profonda onestà ha il sopravvento su ogni timore. Parte per Berlino, con quel bambino suo e non suo, incontra la coppia adottiva.

Il confronto con la signora Bassermann è il confronto tra due speranze disperate. Ciascuna
di loro sa che qualcosa potrebbe cambiare definitivamente nella propria vita se i bambini si riconoscessero. E sarà proprio Carla, quella che ha più da perdere, a convincere l’altra a tentare, per amore di quelle piccole solitudini…

Note di Regia

a proposito di
“Con il sole negli occhi”
«Da diversi anni mi pongo il problema di come rendere nostri simili quegli individui provenienti dall’altrove più assoluto ormai nell’indifferenza più totale dei media. Quegli esseri che approdano a Lampedusa o sulle coste sicule o che vengono recuperati in alto mare nelle condizioni più disperate dalle nostre motovedette.
Come sintonizzarci con la loro disperazione, con quella disperazione che li ha indotti a fuggire da situazioni di persecuzione, di guerra, sottoponendosi ai ricatti più dolorosi e umilianti, attraversando deserti, vedendo i loro parenti soccombere, raggiungendo il mare per affrontarlo con imbarcazioni destinate nella gran parte dei casi al naufragio, brutalizzati da scafisti disumani. Mi sono giovato della consulenza preziosa di chi, membro dell’UNHCR, questi “individui” li incontra quotidianamente.
Dai loro racconti, dai racconti degli operatori dei Centri Astalli o da quelli della Guardia Costiera, quella massa, suddivisa immediatamente sulla stessa banchina fra chi ce l’ha fatta e chi no, l’ho scomposta in tante differenziate unità. Scoprendo che ognuno di loro ha una sua personale vicenda, un suo passato e soprattutto il sogno, di un suo personale, commovente, possibile futuro.
Nel sottrarne quindi uno, uno solo, con la sua storia, ho avvertito che in me aumentava quella curiosità che produce vicinanza.
Quando poi, in un succedersi dei tanti tentativi di scrittura, quell’uno si è trasformato in un bambino, in un bambino siriano di sette anni, affidato con i due suoi fratelli più grandi dai suoi genitori a un loro vicino di casa di Damasco, la possibilità di raccontarlo, di rappresentarlo senza indugi, senza reticenze, è aumentata a dismisura.
Questo bambino siriano, che nel naufragio della sua imbarcazione ha perduto i suoi due fratelli e che si rifiuta di parlare, è diventato l’elemento più fortemente seducente dell’intera vicenda.
La nostra protagonista (una Laura Morante credo davvero in questa interpretazione superlativa ) si invaghisce di lui come e più di ogni madre per il proprio figlio.
E questo suo amore risulta credibile e condivisibile.
Era questo il risultato a cui tendevo».
Pupi Avati

Interpreti e personaggi:

Laura Morante (Carla Astrei), Paolo Sassanelli (Giorgio Astrei), Lina Sastri (Miriam), Michele La Ginestra (Marzio), Claudia Potenza (Adele), Gianfranco Jannuzzo (Licata), e con il piccolo Amor Faidi (Marhaba).

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Foto Diego Steccanella

Con il sole negli occhi. Regia di Pupi Avati. Scritto da Pupi Avati, Tommaso Avati, Claudio Piersanti. Con la consulenza di Donatella Parisi, Fabiana Giuliani. Aiuto Regista Roberto Farina. Costumi Flavia Liberatori. Scenografia Lisa Urbano. Arredamento Raffaella Baiani. Suono in presa diretta Piero Parisi. Fotografia Blasco Giurato. Effetti Visivi Justeleven. Montaggio Luigi Capalbo. Musiche Rocco De Rosa. Edizioni musicali RAI COM. Direttori di Produzione Maria Cristina Bravini, Gianfranco Musiu. Coordinamento Finanziario Diego Raiteri. Produttori RAI Alessandra Ottaviani, Daniela Troncelliti. Una produzione RAI FICTION. Prodotto da Antonio Avati per DueA Film con il patrocinio di UNHCR. e della Associazione Centro Astalli-JRS Italia.