martedì 11 marzo 2014

Le Iene Show, la settima puntata di mercoledì 12/3/2014

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Mercoledì 12 marzo 2014 alle 21.10 su Italia 1 va in onda la settima puntata de Le Iene Show, il programma condotto da Ilary Blasi, Teo Mammucari e con la Gialappa’s Band (Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Carlo Taranto).

Tra i servizi di questo sesto appuntamento:

Un’intervista tripla agli chef Bruno Barbieri, Carlo Cracco e Joe Bastianich.

In un periodo in cui si parla tanto di riduzione delle tasse, il giornalista e scrittore Stefano Livadiotti ha denunciato che “un trucchetto riduce al 18.7 le tasse sulla busta paga di deputati e senatori” (dal libro “Ladri. Gli evasori e i politici che li proteggono”, di Stefano Livadiotti). Nel suo saggio, lo scrittore sottolinea anche come un manager che guadagni la stessa cifra, normalmente pagherebbe tasse per un’aliquota Irpef del 39,4% del proprio reddito. Filippo Roma incontra lo scrittore e intervista alcuni parlamentari.

Qualche settimana fa Filippo Roma si è recato ad una conferenza stampa a Roma in cui Diego Armando Maradona ha ribadito la sua estraneità alle accuse rivoltegli dal fisco italiano. In quell’occasione la Iena ha tentato più volte di mostrare al Pibe de Oro un video che ritraeva due persone che chiedevano una cifra pari a 330.000 euro da versare “estero su estero” per un ipotetico ingaggio di Maradona nel ruolo di testimonial di una campagna di sigarette elettroniche a Napoli. Uno dei due sosteneva di essere il manager del calciatore e di essere responsabile della gestione della sua immagine.

L’Avvocato Pisani, che da sempre sostiene l’innocenza di Maradona rispetto al contenzioso con il fisco italiano, di fronte all’irruzione delle Iene in conferenza stampa, suggerisce al campione di non rispondere e accusa gli inviati di Italia 1 di “montare i servizi al contrario”.
In questa  puntata la Iena mostrerà i dettagli e i retroscena di ciò che è accaduto prima e durante la realizzazione del filmato e svelerà l’identità delle persone protagoniste del video in questione.

Ieri la Camera ha bocciato l’emendamento bipartisan che puntava ad inserire la parità di genere nelle liste. Nadia Toffa si occupa di legge elettorale e quote rosa.

Di seguito, alcuni stralci dell’intervista di Filippo Roma allo scrittore Stefano Livadiotti e ad alcuni parlamentari:

Iena: Ma sei sicuro di quello che hai scritto?
Stefano Livadiotti: Al Cento per cento. Non sono stato smentito
Iena: Come funziona questo trucchetto delle tasse di cui parli?
Livadiotti: Il parlamentare ha un’ indennità di mandato di circa 125.000 euro l’anno. A questi si sommano una serie di benefit che sono la diaria, il rimborso delle spese dell’esercizio del mandato parlamentare, le spese telefoniche e le spese di trasporto che non si capisce perché, dato che ha delle tessere per viaggiare gratis in aereo, in autostrada, in nave e in treno. La maggior di queste somme non entrano a far parte dell’imponibile, cioè sulla cifra sulla quale si calcolano le tasse dovute.
Iena: Queste voci di rimborso di cui parlavi sono veri rimborsi?
Livadiotti: No, non sono veri rimborsi come prova il fatto che per la maggior parte di queste somme i parlamentari non sono costretti a produrre una documentazione, fatture, ricevute, scontrini, come tutti gli altri lavoratori.
Iena: Quindi sono soldi che intascano senza dover rendicontare?
Livadiotti: Esatto
Iena: Quindi un onorevole paga molte meno tasse rispetto ad un cittadino che ha lo stesso reddito?
Livadiotti: Paga un’aliquota al 18,7% contro un’aliquota che pagherebbe un professionista che guadagnasse la stessa somma che è pari al 39,4%. Quindi più del doppio
Iena: Quindi paga la metà delle tasse
Livadiotti: Sì
Iena: Ci confermi la definizione che hai scritto sul libro che “i politici sono ladri di tasse”?
Livadiotti: Pagano 40.000 euro l’anno di tasse in meno di un cittadino che guadagnasse quanto loro, quindi sono ladri di tassi e non è certo da loro che ci si può aspettare che una seria guerra all’evasione fiscale.

Filippo Roma decide di chiedere spiegazioni in merito ai parlamentari. In molti se ne vanno senza rispondere, altri dicono di non saperne niente. Ma c’è chi conosce benissimo il problema e chi, addirittura, sa quale potrebbe essere la facile soluzione per risolverlo.

Iena: Com’è possibile che voi deputati paghiate la metà delle tasse dei cittadini che hanno il vostro stesso reddito?
On. Renata Polverini (Forza Italia): Guardi, io sto andando dall’ortopedico. Sia gentile che sono pure in ritardo.
Iena: Non gliene frega niente di questa disparità di trattamento tra cittadini e deputati dal punto di vista fiscale?
On. Renata Polverini (Forza Italia): Non so di che mi parla, quindi mi informo
Iena: Parliamo del fatto che un deputato paga meno tasse rispetto ad un cittadino che ha lo stesso reddito
On. Renata Polverini (Forza Italia): Non lo so, adesso vedremo

Iena: Lo sapeva?
On. Gianluca Buonanno (Lega Nord): Sì, l’ho sentito dalla televisione e poi da quello che hanno detto
Iena: è servita la televisione per farle apprendere questa discrepanza di trattamento tra un cittadino normale e un deputato
On. Gianluca Buonanno (Lega Nord): Sarà una colpa, non lo sapevo

Iena: Com’è possibile che un deputato debba pagare la metà delle tasse rispetto a un cittadino normale?
On. Giancarlo Galan (Forza Italia): Ma non le so queste robe. Queste robe dovete chiederle a qualcun altro, io non le so. Non me ne occupo, non mi interessano.
Iena: Non è deputato lei?
On. Giancarlo Galan (Forza Italia): Sì
Iena: Lo sa che lei rispetto ad un cittadino che guadagna la sua stessa cifra paga di fatto un’aliquota del 18% rispetto a quella del cittadino del 39%?
On. Giancarlo Galan (Forza Italia): Me lo dice lei adesso, lo scopro adesso
Iena: E ora che lo scopre cosa ne pensa?
On. Giancarlo Galan (Forza Italia): Ma non penso niente. Adesso ci penserò e glielo dirò quando mi verrà...

Iena: è giusto che un cittadino e un deputato che hanno lo stesso reddito paghino la stessa aliquota fiscale?
On. Cécile Kyenge (Partito Democratico): (Non risponde, ndr)
Iena: Lei da deputato non si è mai posta questo problema? Si parla tanto dei problemi dei cittadini, dell’occupazione, delle tasse, e non vi preoccupate del fatto che avete un trattamento fiscale di favore rispetto ai cittadini?
On.Cécile Kyenge (Partito Democratico): (Non risponde, ndr)

Iena: è giusto che un cittadino e un deputato che hanno lo stesso reddito paghino le stesse tasse?
On Laura Ravetto (PDL): (Non risponde e si allontana, ndr)

Iena: Se un cittadino e un deputato hanno lo stesso reddito, è giusto che paghino le stesse tasse?
On. Rocco Buttiglione (UDC): Io non ho voglia di fare il buffone con lei. Faccia il suo mestiere con quelli che sono..
Iena: Non voglio che lei faccia il buffone, ma solo che risponda alla domanda.
On. Rocco Buttiglione (UDC): Vada a fare il buffone con qualcun altro

On. Bruno Tabacci (Centro democratico): Guardi, io le leggi me le sono trovate. Le voglio dire che io quando sono arrivato qui guadagnavo molto di più
Iena: Nessuno l’ha obbligata. Non sarebbe il caso di eliminarlo questo privilegio fiscale?
On. Bruno Tabacci (Centro democratico): Non mi interessa nulla, nel senso che io guadagno molto di meno

Iena: è giusto che gli onorevoli paghino le stesse tasse dei cittadini o che ne paghino di meno? È un problema che riguarda tutti, perché non risponde?
On. Angelino Alfano (Nuovo Centro Destra): (Non risponde, ndr)

Iena: Le sembra giusto che i deputati paghino la metà delle tasse rispetto ai cittadini?
Guglielmo Epifani (PD): Ci sono altre indennità che hanno altre funzioni che hanno diversa modulazione. Se si vuole però parlare delle cose questo è. Poi si può affrontare e si deve affrontare, e ci saranno le sedi per affrontarlo, ma è evidente che il parlamentare è esattamente come tutti i cittadini.
Iena: Non è tanto evidente

Iena: Pure i privilegi fiscali dovete avere ora? Come mai pagate la metà delle tasse rispetto ai cittadini?
On. Michela Biancofiore (Forza Italia): Abbiamo la legge elettorale, quale metà delle tasse. Arrivederci.

Iena: A parità di reddito, è giusto che un cittadino e un deputato paghino le stesse tasse?
On. Gianni Farina (Partito Democratico): Naturalmente è giusto, dove sta il problema
Iena: Il problema è che nei fatti non è così
On. Gianni Farina (Partito Democratico): è così, lei racconta storie, è proprio così
Iena: Racconto fatti, purtroppo è così
On. Gianni Farina (Partito Democratico): No, no

Iena: A parità di reddito è giusto che un deputato paghi le stesse tasse di un cittadino?
On. Daniele Capezzone (Forza Italia): Quando avrete voglia vi racconto tutto quello che abbiamo fatto per i cittadini noi di Forza Italia in questa legislatura a partire dalla riforma di Equitalia.
Iena: Parliamo di questa cosa specifica
On. Daniele Capezzone (Forza Italia): Non faccio interviste per strada

Ma ci sono anche onorevoli che fanno capire di conoscere benissimo il problema.

On. Pippo Civati (PD): Indennità, rimborsi, diarie etc. poi c’è il fatto che se noi assumiamo un collaboratore c’è un passaggio di denaro che riguarda il parlamentare. Come vede 3.000 più 2.000, sono troppi i soldi che girano intorno alla politica.

On. Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia): Da noi è più alta la quota di soldi che il parlamentare si mette in tasca. Questo per paradosso penalizza quelli che lavorano, perché quelli che non fanno niente si mettono tutto in tasca e quelli che lavorano invece li utilizzano per i collaboratori e tutto quanto. Quindi ovviamente è un meccanismo che non funziona.

On. Osvaldo Napoli (Forza Italia): C’è da modificare la legge. Devono pagare tutti le stesse tasse
Iena: Quale legge?
On. Osvaldo Napoli (Forza Italia): La legge che i deputati hanno una parte che non pagano tasse. E quindi è giusto che paghino le tasse come gli altri
Iena: Lei dice tante belle parole, ma nei fatti...
On. Osvaldo Napoli (Forza Italia): Ascolti, d’altra parte non è colpa mia. Sono andato contro la legge?
Iena: No
On. Osvaldo Napoli (Forza Italia): E allora basta

Ci sono anche parlamentari che non solo conoscono il problema, ma sanno anche quale potrebbe essere una facile soluzione.

On. Gianni Farina (Partito Democratico): Secondo me qui c’è un errore e l’errore sa dov’è? E io sono d’accordo per il cambiamento.
Iena: Dov’è?
On. Gianni Farina (Partito Democratico): Tutte le spese dovute a diarie, a spese per collaboratori ect. dovrebbero essere pagate direttamente dall’assemblea e non date all’interessato. Io sono per questa soluzione. Ora non è così e bisogna cambiare

On. Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia):  Sennò che succede? Che quelli che vengono, per paradosso, puniti sono quelli che fanno la politica, mentre quelli che non fanno niente...soprattutto con una legge di nominati, cioè con una legge elettorale che chi nomina il parlamentare tecnicamente può stare qui 5 anni a non fare niente, salvo schiacciare il bottone come ti dice il partito. Per cui tu vai a privilegiare questi che non fanno niente e che non hanno soldi da spendere per l’attività, e se li intascano, e invece te la prendi con quelli che con quei soldi ci fanno attività politica. Sono per fare sì che i parlamentari non prendano più di 5.000 euro e, però, vengano messi nella condizione di lavorare come accade nell’Unione Europea. Per esempio, se tu hai un dipendente da assumere, lo fai assumere dall’Istituzione. E poi far trattare tutto il resto direttamente dalla Camera dei Deputati, senza mettere in tasca al parlamentare dei soldi per organizzare l’attività, è oggetto di proposte che noi abbiamo formalizzato. Su questo io sono d’accordo.