domenica 8 dicembre 2013

Rock Economy Speciale - lunedì 9 dicembre torna Adriano Celentano con il meglio e immagini inedite e di backstage dell’evento

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Lunedì 9 dicembre 2013 alle 21.10 su Canale 5 andrà in onda “Rock Economy Speciale”, la riproposizione dell’evento musicale trasmesso nell’ottobre del 2012 in cui Adriano Celentano si è esibito dal vivo all’Arena di Verona, a distanza di 18 anni dal suo ultimo tour.

Due serate memorabili condensate in un’unica serata con il meglio dell’evento, con immagini inedite e di backstage, per chi se lo fosse perso, o per chi volesse passare un lunedì sera a base di musica ed emozioni.

Un immenso spettacolo musicale che si distingue dai programmi televisivi del molleggiato per una maggiore attenzione alla musica rispetto al tempo dedicato ai suoi proverbiali monologhi, che in ogni caso non sono mancati, parlando in particolare di economia ed ecologia.

Lo spettacolo ha avuto un notevole successo di pubblico con una media di ben 8.918.000 spettatori con il 31,81% di share nella prima serata, che sono aumentati a 9.112.000 spettatori con il 32,82% di share nella seconda.

Tra gli ospiti della prima puntata ricordiamo il dibattito sull’economia aperto da Celentano con l’economista francese Jean-Paul Fitoussi, i giornalisti e scrittori Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Mentre Gianni Morandi ha cantato in entrambe le serate.

Ecco di seguito le critiche della stampa sull’evento.

Mario Luzzato Fegiz, “Corriere della Sera”, 9 ottobre 2012:

«Da Svalutation all’uomo libero un travolgente cantante naif... Il Celentano di oggi ha idee precise su come costruire uno show (e impiega settimane di prove estenuanti per dar forma alle sue idee)».

Gianni Biondillo, “Corriere della Sera”, 10 ottobre 2012:

«Penso, entrando all’Arena, che Celentano è davvero l’unica icona pop nazionale. Piaccia o meno quello che dice o che fa, non esiste un momento della nostra vita che non abbia incrociato la sua musica. Durante il concerto due ragazze al mio fianco twittano senza fermarsi mai».

Carlo Moretti, “La Repubblica”, 9 ottobre 2012:

«Quando poco dopo l’inizio dello show, da appassionato orologiaio qual è, Celentano a 74 anni manda indietro le lancette del tempo fino al ‘56 e attacca con Rip it up mimando i movimenti di Bill Haley... riannoda magicamente un filo della sua vita fino a ritrovarsi diciassettenne in periferia a Milano... La voce è, se possibile, ancora più bella, la grana si è fatta più grossa, Celentano modula perfettamente a ogni passaggio, alla fine si noterà solo una vera stonatura».

Maurizio Caverzan, “Il Giornale”, 9 ottobre 2012:

«Le canzoni del molleggiato parlano da sole e non hanno bisogno di troppi monologhi esplicativi. Di sermoni che le rinforzino. E dunque, stavolta si può essere grati a Celentano, per aver fatto parlare le su canzoni. Vi stupirò con la mia musica, i miei testi. Quasi la colonna sonora di un’epoca e di un Paese».

Mariella Venegoni, “La Stampa”, 9 ottobre 2012:

«Verace sempre, e non creduto mai, il Cele. Come la virgiliana Cassandra, nel concerto costruito come un autentico tripudio-bilancio di una vita musicale ma anche ideologica».

Filippo Conticello, “La Gazzetta dello Sport”, 9 ottobre 2012:

«C’era un ragazzo e tornava a cantare. A farlo sul serio».

Malcom Pagani, “Il Fatto Quotidiano”, 9 ottobre 2012:

«Così, a 74 anni, ritrovarsi in un’Arena distante da quella in cui correva da ala destra sognando l’ingaggio all’Inter, fa uno strano effetto. Lo annulla cantando, non senza emozione... Anagraficamente Adriano sarebbe vecchio, ma avendo anticipato la contemporaneità da un quarantennio, lo aspettano cori, striscioni adolescenziali dalla rima facile...».

Valerio Rosa, “L’Unità”, 10 ottobre 2012:

«L’uomo dei record televisivi (e non solo) continua a prenderci in giro e a godersi lo spettacolo della critica che si spacca e polemizza».

Antonello Catacchio, “Il Manifesto”, 9 ottobre 2012:

«Celentano è un perfezionista, potrebbe anche toppare una nota, ma la cosa non gli farebbe piacere, quindi prende i suoi tempi, i suoi modi, ma soprattutto le sue canzoni. Capaci di rinsaldare il rapporto con un pubblico che lo segue da ben più di mezzo secolo con affetto e stima immutati... Come per tutte le rockstar, basta che partono un paio di accordi per risvegliare emozioni e ricordi che si rincorrono».

Mirella Poggialini, “Avvenire”, 11 ottobre 2012:

«Celentano in questa occasione ha avuto come sfondo la meravigliosa Arena di Verona, magica nelle inquadrature dall’alto che sarebbero piaciute a Leonardo. Uno sfondo senza tempo in un luogo in cui il cielo si levava infinito e chi era presente si sentiva in un mondo intessuto di musica e lampi».